Cosa furono i massacri delle foibe..

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Rosanna
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Cosa furono i massacri delle foibe..

Messaggio da leggere da Rosanna » 27 lug 2019, 18:19

Mi piace la storia raccontata con onestà e senza pregiudizi..perciò mi piacerebbe affrontare questa discussione per arricchirmi insieme a voi di ulteriori conoscenze...


https://www.focus.it/cultura/storia/che ... elle-foibe

Con Matteo Salvini..Sempre. ❤"Un hermano puede no ser un amigo, pero un amigo sera' sempre un hermano".Orgogliosamente populista e sovranista .

Sempreasinistra

Re: Cosa furono i massacri delle foibe..

Messaggio da leggere da Sempreasinistra » 28 lug 2019, 11:16

La risposta titiana a decenni di violenze italiane nelle regioni.

Purtroppo hanno pagato i civili anziché i vari soggetti che hanno contribuito, come D'Annunzio e compagnia bella, a sostenere l'italianità di quella zona.

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Rosanna
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Re: Cosa furono i massacri delle foibe..

Messaggio da leggere da Rosanna » 30 lug 2019, 17:28

Leggo :
Rimozione. Fino a una quindicina d’anni fa il correttore automatico di MS Word cambiava «foibe» con «fobie». Sui libri scolastici di storia era già tanto sentir parlare delle perdite territoriali dell’Italia nel dopoguerra. Sul famoso Garzantino, l’atlante storico che ha cresciuto generazioni di studenti, si accenna a malapena all’espulsione di generiche minoranze italiane «dalla Jugoslavia». Sulle enciclopedie e nei dizionari, al termine «foiba» si parlava solo ed esclusivamente di geologia. Rimozione. Totale. Una rimozione che espelleva dal «consesso civile» qualunque accenno alla perdita delle terre orientali d’Italia, all’espulsione dalla Jugoslavia di 350 mila istriani, fiumani e dalmati e all’eliminazione di migliaia di essi, durante la guerra e dopo. Innumerevoli fatti sparire in quelle cavità naturali che si spalancano nelle rocce istriane. Le foibe, appunto. Le foibe erano diventate così eponime di una tragedia: i primi cadaveri di cittadini italiani (ma anche di etnia slava) massacrati subito dopo l’8 settembre 1943 vennero infatti trovati dai militari della Repubblica sociale all’interno delle grotte carsiche. Immediatamente la stampa repubblicana iniziò a diffondere la notizia a scopo di propaganda anti-comunista e per incitare alla resistenza. Ma questo trasformò una tragedia nazionale in un Leitmotiv di parte. Quando la guerra finì con l’invasione del territorio nazionale, i vincitori, tanto i democristiani quanto più i partiti del Blocco Popolare (comunisti e socialisti) non avevano alcun interesse a ritirare fuori il tema. Le condizioni interne e internazionali costringevano gli ex alleati del Cln a una sorta di schizofrenia che è perfino difficile da spiegare.

La Dc e gli altri partiti di centrodestra, nonostante il loro fiero anticomunismo, dovevano evitare di toccare il tasto della cosiddetta «autodeterminazione» dei popoli per scongiurare un analogo trattamento per l’Alto Adige. La questione della frontiera orientale doveva essere risolta nelle chiuse stanze delle cancellerie e non a furor di popolo. Il Partito comunista, ovviamente, doveva coprire le atrocità dei compagni titini, la sua complicità nella snazionalizzazione di quelle terre e nelle politiche annessionistiche di Belgrado. Quando nel 1948 Tito poi ruppe con Stalin, le posizioni si rovesciarono, e improvvisamente il dittatore jugoslavo divenne un interlocutore per i governi occidentali e un nemico dei partiti comunisti d’osservanza staliniana, come quello italiano. Ma le responsabilità del Pci erano comunque troppo pesanti perché si potesse pensare di sfruttare le violenze anti-italiane degli jugoslavi in chiave di lotta politica.

In questo panorama si inserì la rapidissima chiusura della pratica dei «crimini di guerra» italiani durante l’occupazione della Jugoslavia, fra 1941 e 1943. In una sorta di tacito accordo di buon vicinato, Roma e Belgrado rinunciavano ufficiosamente a rivalersi contro i veri o presunti criminali di guerra che avevano angariato le rispettive popolazioni durante il conflitto. Le foibe, insomma, dovevano restare sigillate nel nome della Realpolitik. Con la chiusura del contenzioso per Trieste (1954) anche la questione della frontiera orientale finì nel dimenticatoio. Inoltre quello della città di San Giusto venne trattato dai giornali come un problema di tarda oleografia risorgimentale, che ignorava completamente ciò che c’era stato a est di Trieste. Con la seconda metà degli anni Cinquanta, dunque, il problema dei confini orientali, della scomparsa di migliaia di istriani, fiumani e dalmati e dell’esodo dei rimanenti divenne la proverbiale polvere da spazzare sotto il tappeto. Una straordinaria congiura del silenzio di tutti i partiti dell’arco costituzionale riuscì a relegare il tema quasi solo ai comizi del Movimento sociale, che ben presto trasformarono una tragedia storica in un birignao patriottardo infarcito di imprecisioni e gonfiature propagandistiche che lo resero viepiù indigeribile al resto dell’opinione pubblica, che di irredentismo non voleva più sentir (o non aveva mai sentito) parlare.

Solo con la fine del comunismo reale la questione giuliano-dalmata riprese vigore. Lo fece sui media della destra atlantista: Gente, Storia illustrata, Il Giornale di Montanelli ebbero il merito di ritirar fuori un argomento che per 25 anni era diventato un tabù. Lo fecero, forse, più per attaccare il comunismo che per un vero neo-irredentismo, ma comunque ebbero parte consistente a orientare l’opinione pubblica nella straordinaria e brevissima stagione del revisionismo storico, che nell’ultimo decennio del XX secolo permise di riscrivere in chiave scientifica e non più ideologica tanti capitoli del passato nazionale. In quegli anni si aprirono processi a ex partigiani (come i responsabili della strage di Porzus) e si ricominciò a parlare delle «foibe» e dell’esodo

I nuovi falsari
Da parte di quelli che erano oramai ex comunisti non era più possibile negare. Venne intrapresa allora una nuova strategia di contrattacco: ridurre, liquidare, giustificare. Una strategia che nei confronti delle versioni più urlate e non scientifiche della vicenda aveva facile vittoria. I morti italiani non furono i «ventimila» pretesi dalla propaganda missina; le «foibe» in realtà erano per lo più pozzi di miniera, e comunque in quelle grotte scomparvero poche centinaia di persone, di cui pochissimi quelli effettivamente accertati; i giustiziati erano fascisti o collaborazionisti, insomma «se lo meritavano». E in fin dei conti «se lo meritava» l’intera nazione italiana, colpevole d’aver invaso la Jugoslavia e aver perpetrato crimini di guerra durante l’occupazione fascista. Era, ed è, una strategia mediaticamente molto valida. Se ne sono avvalsi i ricercatori pubblicati dalla casa editrice udinese KappaVu e vicini alla rivista triestina «Nuova Alabarda», che non fanno mistero delle loro simpatie filo-jugoslave. Se ne avvalgono i romanzieri del gruppo dei Wu Ming e i loro volenterosi collaboratori, che si sono dati a campagne antipatriottiche come quella per rinominare Ronchi dei Legionari in «Ronchi dei partigiani». Ma non sono risultati immuni al contagio anche storici e divulgatori certamente più seri dei cosplayer di Potere Operaio e nostalgici del Maresciallo Tito, le cui argomentazioni sono in gran parte costituite da argomenti ad hominem («sono fascisti, quindi hanno torto a prescindere»).

ecc. ecc.

https://www.ilprimatonazionale.it/cultu ... ta-104101/

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heyoka
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Re: Cosa furono i massacri delle foibe..

Messaggio da leggere da heyoka » 30 lug 2019, 20:04

Se la Verità Storica fosse quella che ci racconta Bakunin, non capisco perché nasconderla.
Io ricordo che non molti anni fa, il Prof. Tullio De Mauro, di marcata fede Comunista, nella stesura di una Enciclopedia curata da Lui, alla voce FOIBE non scriveva niente a proposito dei fatti successi negli anni 1943/47.
Si limitava a scrivere che le foibe erano delle cavità naturali tipiche delle zone carsiche del Friuli e della Jugoslavia.

Sempreasinistra

Re: Cosa furono i massacri delle foibe..

Messaggio da leggere da Sempreasinistra » 31 lug 2019, 10:29

Anche io ho sempre trovato vergognosa l'omertà sulle foibe. Non esiste una storia comoda o una storia scomoda.

Le foibe sono avvenute e sono state un altro evento nella costellazione dei tragici eventi legati alla seconda guerra mondiale. La prevaricazione del totalitarismo di estrema destra che in nome di vittorie mutilate e spazi vitali andava a invadere ovunque. E quando questo potere ha iniziato a erodersi sono emerse forze contrarie e di altrettanto potere.

Il problema, non indifferente, è che gran parte di quelle forze contrarie sono precipitate sulle popolazioni civili e non sui veri responsabili.

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