La vera storia del lager di Fenestrelle..

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nerorosso
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Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da nerorosso » 21 giu 2019, 22:12

Rosanna ha scritto:
21 giu 2019, 21:10
nerorosso ha scritto:
21 giu 2019, 21:07
Rosanna ha scritto:
21 giu 2019, 21:05
Permettetemi un OT...
Che ne pensate dei cloni?
Ragazzi!! Non considerate strana questa domanda... Poi vi spiegherò..

I cloni come ovvio, come su tutti i forum, si bannano.

Ma siamo appunto OT…
Non ci siamo. Non stiamo parlando di cosa farne se vengono intercettati. Non stiamo parlando di ban ..
E allora non ho capito di che parliamo…

Magari tu cercassi di essere un pò meno sibillina…
PATRIA O MUERTE!!!

(Fidel Castro)

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ItaloPatriota
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Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da ItaloPatriota » 22 giu 2019, 17:14

La presenza inglese
La posizione delle navi inglesi, garibaldine e borboniche secondo diversi autori

Lo sbarco dei garibaldini fu favorito da diverse circostanze. Due navi da guerra inglesi, l'Argus e l'Intrepid, provenienti da Palermo, incrociavano al largo di Marsala ed entrarono nel porto della città siciliana circa tre ore prima della comparsa dei legni piemontesi[13]. Non è ancora chiaro il motivo della presenza inglese in quel luogo. Già da tempo, comunque, altre imbarcazioni della marina militare britannica solcavano le acque del Tirreno nei pressi delle coste delle Due Sicilie: infatti, il contrammiraglio George Rodney Mundy, vicecomandante della Mediterranean Fleet, una divisione della Royal Navy, aveva ricevuto ordine, dal suo governo, di assumere il comando del grosso delle unità navali della sua flotta e di incrociare nel Tirreno e nel canale di Sicilia, effettuando frequenti scali nei porti del regno a scopo intimidatorio[15] e di raccolta di informazioni[15], cosa che avrebbe sicuramente attenuato la capacità di reazione borbonica[16].

In realtà l'invio delle due navi inglesi sembra dovuto ad un episodio avvenuto il 1º maggio; in tale data il generale Letizia aveva richiesto, in conseguenza dell'ordine di disarmo della provincia di Trapani emanato dal governo, a tutti i rappresentanti consolari stranieri la consegna delle armi custodite presso i locali consolati e presso le proprietà dei cittadini stranieri; al rifiuto del rappresentante inglese Cossins di ottemperare all'ordine Letizia reagì con l'invio di una pattuglia di soldati che procedette al sequestro forzato delle armi, causando così un incidente diplomatico. In conseguenza di ciò Cossins richiese al governatore di Malta l'invio di navi militari inglesi per tutelare le proprietà e i sudditi inglesi; richiesta accolta dall'Ammiragliato inglese con l'invio dell'Argus e dell'Intrepid.[17]

Garibaldi, nelle sue memorie, riconobbe che la presenza britannica giocò un ruolo rilevante nell'agevolare lo sbarco, affermando che:

«La presenza dei due legni da guerra inglesi influì alquanto sulla determinazione dei comandanti dei legni nemici, naturalmente impazienti di fulminarci, e ciò diede tempo di ultimare lo sbarco nostro. La nobile bandiera di Albione contribuì, anche questa volta, a risparmiare lo spargimento di sangue umano; ed io, beniamino di codesti Signori degli Oceani, fui per la centesima volta il loro protetto[18].»

Nonostante ciò, sempre nelle sue memorie, il generale chiarì che non c'era neanche un principio di verità nelle dicerie che gli inglesi avessero aiutato direttamente lo sbarco[19]:

«Fu però inesatta la notizia data dai nemici nostri che gl'Inglesi avessero favorito lo sbarco in Marsala direttamente e coi loro mezzi[18].»
White Ensign della Royal Navy

In effetti, era diffusa la convinzione che i legni britannici avessero lasciato Palermo con il preciso scopo di favorire l'impresa del condottiero nizzardo[20]. Durante una riunione della Camera dei Comuni, infatti, il deputato inglese, sir Osborne, accusò il governo di aver favorito lo sbarco di Garibaldi a Marsala[12]. Lord Russell rispose che le imbarcazioni erano lì, esclusivamente, per proteggere le imprese inglesi della zona, come i magazzini vinicoli Woodhouse e Ingham, e che non intralciarono le operazioni dei vascelli borbonici nel frattempo accorsi, i quali avrebbero potuto tirare sui garibaldini, ma non lo fecero[12].

Lo spostamento degli inglesi da Palermo a Marsala fu, comunque, la dimostrazione dell'inefficienza della crociera protettiva in atto, infatti, le navi giunsero nel porto lilibetano senza venir intercettate dall'Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie[21]. Secondo quanto affermato dallo storico inglese George Macaulay Trevelyan, nel suo libro ‘'Garibaldi e i mille'’, le due navi inglesi Argus ed Intrepid non fecero nulla per aiutare Garibaldi[22][23], né avrebbero potuto perché avevano le caldaie spente ed erano ormeggiate al largo, con i loro comandanti Marryat e Winnington-Ingram a terra assieme a parte dell'equipaggio[24][25].

La neutralità della marina inglese fu confermata durante la battaglia di Palermo, quando Garibaldi, rimasto quasi privo di polvere da sparo, la richiese inutilmente ai comandanti delle flotte da guerra ormeggiate al largo della città[26]. Inoltre, i comandanti borbonici, ignorando le segnalazioni dei servizi di informazione napoletani, appena un giorno prima dello sbarco, avevano fatto rientrare a Palermo le colonne del generale Letizia e del maggiore d'Ambrosio, per far fronte al pericolo d'insurrezione nella capitale siciliana[27]. Questo cambiamento, però, fu fatale in quanto, al momento dello sbarco, non vi erano truppe di terra né a Marsala, né nei dintorni.

... giunto nel porto, il vascello di Acton non contrastò immediatamente lo sbarco dei Mille. Egli, infatti, tardò, anche, a bombardare i garibaldini, probabilmente perché incerto[18] circa le intenzioni delle due navi da guerra inglesi: il capitano Winnington Ingram, al comando dell'Argus aveva segnalato la presenza sul molo di marinai britannici e chiesto ai napoletani di attendere che questi fossero reimbarcati prima di avviare le ostilità. Acton, con un atto di "cortesia internazionale", acconsentì[32]. Gli indugi furono finalmente rotti dall'avvio di un poco efficace bombardamento dei moli che, però, fu presto sospeso da un nuovo intervento del comandante dell'Argus.

Questi, accompagnato dal capitano Marryat, l'ufficiale al comando dell'Intrepid, e da Richard Brown Cossins, vice console inglese a Marsala, salì a bordo dello Stromboli e ammonì Acton dicendo che lo avrebbe ritenuto personalmente responsabile se il cannoneggiamento avesse danneggiato le vicine proprietà vinicole britanniche[33]. Solo dopo aver rassicurato gli inglesi, l'attacco riprese, questa volta con l'ausilio delle bocche da fuoco dei vascelli Partenope e Capri, nel frattempo giunti nel porto. Proprio un ufficiale del Capri fu inviato a bordo dell'Intrepid per parlamentare con gli inglesi. Questi, in sostanza, domandò un intervento britannico, avanzando la richiesta che una lancia venisse fatta ...
La versione borbonica

Secondo quanto affermato da Giovanni delli Franci, ufficiale superiore dello Stato Maggiore borbonico autore della "Cronica della campagna d'autunno del 1860", le navi della marina borbonica sospesero il tiro delle artiglierie su richiesta dei comandanti delle due navi inglesi, i quali sostenevano che il cannoneggiamento avrebbe potuto colpire gli ufficiali e marinai scesi a terra e che gli ufficiali borbonici accettarono tale richiesta sospendendo il fuoco e quando questo fu ripreso ormai i garibaldini erano sbarcati. Lo stesso Giovanni delli Franci descrive il fatto come un espediente degli ufficiali inglesi consentito dagli ufficiali borbonici lì presenti, in quanto nella marineria napoletana parecchi avevano simpatia con la rivoluzione, fatto questo che illustra la condizione di scarso consenso della dinastia presso gli stessi quadri ufficiali, che pure erano di nomina reale.

«Ma si sospesero le offese perché si amava di consentire alla volontà degl'Inglesi ch'erano in due navi in quelle acque, i quali allegavano essere nel paese alcuni dei loro uffiziali e marinai. Più tardi, cessata la cagione dell'impedimento; fu continuato lo sparo, ma inutilmente, Garibaldi con mille dei suoi, giovandosi di questo intervallo ad arte procuratogli da quei stranieri e consentito dagli stessi uffiziali della marineria napolitana, che in gran parte già aveva simpatia con la rivoluzione, erano sbarcati con armi e munizioni..»
(Cronica della campagna d'autunno del 1860, Giovanni delli Franci, pagg. 43-44 [34])
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ItaloPatriota
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Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da ItaloPatriota » 22 giu 2019, 17:27

Sempreasinistra ha scritto:
21 giu 2019, 21:53
ItaloPatriota ha scritto:
21 giu 2019, 21:15
Non c'erano, invece, navi britanniche a proteggere il nostro eroe (Garibaldi) al largo delle coste siciliane?
Assolutamente no. Perché avrebbero dovuto? Mica era un'operazione militare riconosciuta.
Ho cancellato un bel po', ma cio' che rimane del testo e' comunque parecchio. :) Abbraccio garibaldino.
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Sempreasinistra

Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da Sempreasinistra » 22 giu 2019, 20:51

ItaloPatriota ha scritto:
22 giu 2019, 17:27
Ho cancellato un bel po', ma cio' che rimane del testo e' comunque parecchio. :) Abbraccio garibaldino.
Ho letto il tuo precedente intervento e la prima cosa che sono andato a controllare è chi è questo Giovanni delli Franci. Non sono riuscito a trovare un corposo curriculum, dunque non saprei bene quale sia la sua formazione. Nelle maggiori librerie è alquanto snobbato e ne ho trovato partecipazioni corpose su vecchi siti con grafiche molto anni '90.

Detto ciò il suo racconto manca della cosa più importante ovvero la spiegazione del perché gli inglesi dovrebbero mettersi in mezzo alla questione garibaldina. Qual è il motivo, questo dato non è pervenuto ed è il più importante.

Sul fatto che nel Mediterraneo ci fossero navi inglesi che andavano e venivano non vuol dire molto: gli inglesi avevano interessi in larghe parti del Medio Oriente o Nord Africa, il passaggio da un porto borbonico non è così impossibile.

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ItaloPatriota
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Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da ItaloPatriota » 22 giu 2019, 21:24

Garibaldi, nelle sue memorie, riconobbe che la presenza britannica giocò un ruolo rilevante nell'agevolare lo sbarco, affermando che:

«La presenza dei due legni da guerra inglesi influì alquanto sulla determinazione dei comandanti dei legni nemici, naturalmente impazienti di fulminarci, e ciò diede tempo di ultimare lo sbarco nostro. La nobile bandiera di Albione contribuì, anche questa volta, a risparmiare lo spargimento di sangue umano; ed io, beniamino di codesti Signori degli Oceani, fui per la centesima volta il loro protetto[18].»

Nonostante ciò, sempre nelle sue memorie, il generale chiarì che non c'era neanche un principio di verità nelle dicerie che gli inglesi avessero aiutato direttamente lo sbarco[19]:

«Fu però inesatta la notizia data dai nemici nostri che gl'Inglesi avessero favorito lo sbarco in Marsala direttamente e coi loro mezzi[18].»
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ItaloPatriota
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Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da ItaloPatriota » 22 giu 2019, 21:30

"Nobile bandiera d'Albione" un cacchio!

Ai miei eroi, comunque, perdono certe ... ingenuita'.
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heyoka
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Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da heyoka » 23 giu 2019, 0:01

Sempreasinistra ha scritto:
22 giu 2019, 20:51
ItaloPatriota ha scritto:
22 giu 2019, 17:27
Ho cancellato un bel po', ma cio' che rimane del testo e' comunque parecchio. :) Abbraccio garibaldino.
Ho letto il tuo precedente intervento e la prima cosa che sono andato a controllare è chi è questo Giovanni delli Franci. Non sono riuscito a trovare un corposo curriculum, dunque non saprei bene quale sia la sua formazione. Nelle maggiori librerie è alquanto snobbato e ne ho trovato partecipazioni corpose su vecchi siti con grafiche molto anni '90.

Detto ciò il suo racconto manca della cosa più importante ovvero la spiegazione del perché gli inglesi dovrebbero mettersi in mezzo alla questione garibaldina. Qual è il motivo, questo dato non è pervenuto ed è il più importante.

Sul fatto che nel Mediterraneo ci fossero navi inglesi che andavano e venivano non vuol dire molto: gli inglesi avevano interessi in larghe parti del Medio Oriente o Nord Africa, il passaggio da un porto borbonico non è così impossibile.
Caro Bakunin
Sei troppo ingenuo per fare il mestiere dello storico.
Anche un semianalfabeta come me, sa benissimo, che in politica e in guerra, spesso NON SI PUÒ DIRE, il motivo per cui si fanno certe cose.
ANZI, spesso, bisogna dire e magari anche dimostrare che si fanno cose che non si sono MAI FATTE o al contrario dire e magari dimostrare che NON SI SON FATTE COSE che invece si son volute fare.

Sempreasinistra

Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da Sempreasinistra » 23 giu 2019, 10:55

ItaloPatriota ha scritto:
22 giu 2019, 21:24
Garibaldi, nelle sue memorie, riconobbe che la presenza britannica giocò un ruolo rilevante nell'agevolare lo sbarco, affermando che:

«La presenza dei due legni da guerra inglesi influì alquanto sulla determinazione dei comandanti dei legni nemici, naturalmente impazienti di fulminarci, e ciò diede tempo di ultimare lo sbarco nostro. La nobile bandiera di Albione contribuì, anche questa volta, a risparmiare lo spargimento di sangue umano; ed io, beniamino di codesti Signori degli Oceani, fui per la centesima volta il loro protetto[18].»

Nonostante ciò, sempre nelle sue memorie, il generale chiarì che non c'era neanche un principio di verità nelle dicerie che gli inglesi avessero aiutato direttamente lo sbarco[19]:

«Fu però inesatta la notizia data dai nemici nostri che gl'Inglesi avessero favorito lo sbarco in Marsala direttamente e coi loro mezzi[18].»
Appunto: qualche nave inglese ci sarà anche stata, e ho spiegato il perché, ma di sicuro non scortava Garibaldi o li supportava. Anche perché politicamente non ci sono le motivazioni. Agli inglesi del Risorgimento non è interessato nulla.
heyoka ha scritto:
23 giu 2019, 0:01
Caro Bakunin
Sei troppo ingenuo per fare il mestiere dello storico.
Anche un semianalfabeta come me, sa benissimo, che in politica e in guerra, spesso NON SI PUÒ DIRE, il motivo per cui si fanno certe cose.
ANZI, spesso, bisogna dire e magari anche dimostrare che si fanno cose che non si sono MAI FATTE o al contrario dire e magari dimostrare che NON SI SON FATTE COSE che invece si son volute fare.
Tutto si può dire e tutto in un modo o nell'altro è scritto. Sappiamo certi dettagli politici sulla storia di Roma, saremmo comunque venuti a conoscenza di qualche oscuro dettaglio che lega gli inglesi allo sbarco garibaldino.

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heyoka
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Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da heyoka » 23 giu 2019, 13:49

Appunto: qualche nave inglese ci sarà anche stata, e ho spiegato il perché, ma di sicuro non scortava Garibaldi o li supportava.
Anche perché politicamente non ci sono le motivazioni.
Agli inglesi del Risorgimento non è interessato nulla.
Amico Bakunin, io non so se dici questo perchè non sei abbastanza sveglio o perchè sei obnubilato dalle tue certezze catechistiche.
Come fai a dire che la più grande potenza mondiale di quel periodo non fosse interessata a dove potevano andare a parare i movimenti "risorgimentali" che esistevano nella nostra penisola?
Visto che hai giustamente citato il FATTO che Garibaldi era un REPUBBLICANO, non ti viene in mente che a quella parola, i sudditi di SUA Maestà Britannica, fossero particolarmente ATTENZIONATI a dove sarebbe andato a parare Garibaldi?
Mia nonna ti direbbe:
BAKUNIN, BAKUNIN..... con tutti i schei che ho speso a farti studiare sei ancora così imbranato????? :mrgreen:

Sempreasinistra

Re: La vera storia del lager di Fenestrelle..

Messaggio da leggere da Sempreasinistra » 23 giu 2019, 14:21

heyoka ha scritto:
23 giu 2019, 13:49
Come fai a dire che la più grande potenza mondiale di quel periodo non fosse interessata a dove potevano andare a parare i movimenti "risorgimentali" che esistevano nella nostra penisola?
Perché non esiste alcun motivazione di ordine economico, sociale o politico. L'Inghilterra la più grande potenza mondiale con o senza l'Italia unita, il suo vasto possedimento coloniale non cambiava di una virgola con l'Italia unita o disunita.

Infatti storicamente l'Inghilterra nel periodo risorgimentale non viene considerato in quanto estranea ai fenomeni dei moti rivoluzionari ed estranea ai grandi movimenti politici della Mitteleuropa.

Gli inglesi erano un mondo a parte che viveva di colonie e commercio. Ma era così dal '600, quando l'Italia era disunita.
heyoka ha scritto:
23 giu 2019, 13:49
Visto che hai giustamente citato il FATTO che Garibaldi era un REPUBBLICANO, non ti viene in mente che a quella parola, i sudditi di SUA Maestà Britannica, fossero particolarmente ATTENZIONATI a dove sarebbe andato a parare Garibaldi?
E qual è la correlazione tra lo spirito repubblicano di Garibaldi e un popolo che storicamente è monarchico nel sangue? Anzi, proprio questa differenza di visione pone Garibaldi e Londra su due posizioni estremamente lontane.

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