La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

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sabinosarno1
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La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da sabinosarno1 » 16 nov 2019, 6:40

La satira è un modo molto particolare, delicato e tremendo, di esprimersi; un genere letterario il cui uso è, sarebbe, riservato a menti capaci più del normale, misurate e comunque incisive, sensibili e mai cattive, perché dove fosse cattiveria, non sarebbe più arte ma mezzo di offesa, non propria a realizzare il suo scopo, ma capace di provocare odio e disprezzo, piuttosto che divertire e insegnare.
La satira non può essere limitata, controllata, tanto meno "ammaestrata", godendo del privilegio di dovere essere totalmente libera, fino al rischio di un suo uso strumentale, magari uso di potere, e se, come nel caso di Crozza, si andasse oltre pure la decenza, la sopportabilità, comunque la si dovrebbe sopportare, subire, rimanendo, per reazione, solo la possibilità di rivolgergli epiteti del tipo "cornuto".
A rischio comunque di beccarsi una querela, se sforniti del patentino per l' esercizio di esercitarla, la satira, documento che rilasciano solo gli speciali uffici della Sinistra.

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nerorosso
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Re: La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da nerorosso » 16 nov 2019, 13:12

Due nomi di grandi della satira di anni fa…

Per le vignette Forattini, e per la TV sicuramente Alighiero Noschese
PATRIA O MUERTE!!!

(Fidel Castro)

Sayon
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Re: La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da Sayon » 16 nov 2019, 15:21

sabinosarno1 ha scritto:
16 nov 2019, 6:40
La satira è un modo molto particolare, delicato e tremendo, di esprimersi; un genere letterario il cui uso è, sarebbe, riservato a menti capaci più del normale, misurate e comunque incisive, sensibili e mai cattive, perché dove fosse cattiveria, non sarebbe più arte ma mezzo di offesa, non propria a realizzare il suo scopo, ma capace di provocare odio e disprezzo, piuttosto che divertire e insegnare.
La satira non può essere limitata, controllata, tanto meno "ammaestrata", godendo del privilegio di dovere essere totalmente libera, fino al rischio di un suo uso strumentale, magari uso di potere, e se, come nel caso di Crozza, si andasse oltre pure la decenza, la sopportabilità, comunque la si dovrebbe sopportare, subire, rimanendo, per reazione, solo la possibilità di rivolgergli epiteti del tipo "cornuto".
A rischio comunque di beccarsi una querela, se sforniti del patentino per l' esercizio di esercitarla, la satira, documento che rilasciano solo gli speciali uffici della Sinistra.
La satira e' quella che e': una satira, una presa in giro. Come tale, se entra in politica, riflettera' la mentalita' del satirista. Essendo la nostra politica basata sulla faziosita', il satiro sara' fazioso anche per motivi economici. Trovera' lavoro solo da chi apprezza e premia la sua faziosita'. Se ci fossero canali di destra totalmente faziosi, probabilemte pagherebbero per un satiro fazioso di destra. Auspicabile quindi un satirista NON fazioso? pensateci bene. Se esistesse e praticasse la satira verso entrambe la destra e e la sinistra, finirebbe probablmente disoccupato.

Ghino di Tacco
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Re: La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da Ghino di Tacco » 16 nov 2019, 16:48

IL problema non è della satira, che altro non è che l'esagerazione picaresca dei difetti della società, quanto della politica che composta da personaggi di scarso spessore vive della propria autoreferenzialità.
Ovviamente anche la satira ha le sue regole, un esempio su tutti la famosa vignetta di charlie hebdo sul sisma in Umbria, che persino un personaggio dissacrante come Il direttore del Vernacoliere Mario Cardinali ha dichiarato che per lui fa lo stesso effetto di una scoreggia in un ascensore pieno!
È dall’ironia che comincia la libertà.
Victor Hugo

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nerorosso
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Re: La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da nerorosso » 16 nov 2019, 17:04

Sayon ha scritto:
16 nov 2019, 15:21
sabinosarno1 ha scritto:
16 nov 2019, 6:40
La satira è un modo molto particolare, delicato e tremendo, di esprimersi; un genere letterario il cui uso è, sarebbe, riservato a menti capaci più del normale, misurate e comunque incisive, sensibili e mai cattive, perché dove fosse cattiveria, non sarebbe più arte ma mezzo di offesa, non propria a realizzare il suo scopo, ma capace di provocare odio e disprezzo, piuttosto che divertire e insegnare.
La satira non può essere limitata, controllata, tanto meno "ammaestrata", godendo del privilegio di dovere essere totalmente libera, fino al rischio di un suo uso strumentale, magari uso di potere, e se, come nel caso di Crozza, si andasse oltre pure la decenza, la sopportabilità, comunque la si dovrebbe sopportare, subire, rimanendo, per reazione, solo la possibilità di rivolgergli epiteti del tipo "cornuto".
A rischio comunque di beccarsi una querela, se sforniti del patentino per l' esercizio di esercitarla, la satira, documento che rilasciano solo gli speciali uffici della Sinistra.
La satira e' quella che e': una satira, una presa in giro. Come tale, se entra in politica, riflettera' la mentalita' del satirista. Essendo la nostra politica basata sulla faziosita', il satiro sara' fazioso anche per motivi economici. Trovera' lavoro solo da chi apprezza e premia la sua faziosita'. Se ci fossero canali di destra totalmente faziosi, probabilemte pagherebbero per un satiro fazioso di destra. Auspicabile quindi un satirista NON fazioso? pensateci bene. Se esistesse e praticasse la satira verso entrambe la destra e e la sinistra, finirebbe probablmente disoccupato.
Mica vero!
Leggi ciò che scrivo nel post sopra il tuo. Nel campo dei disegnatori secondo me un grande esempio può essere Forattini. Dichiaratamente anticomunista fustigò comunque TUTTI i politici dell'epoca. Senza fare distinzioni mise alla berlina i difetti di tutto il cosiddetto "arco costituzionale".

E vogliamo parlare in campo televisivo di Alighiero Noschese? Preciso al limite della pignoleria nell'imitazione della complessione fisica del politico di turno, passava mesi a studiarlo prima di farne la rappresentazione satirica. E senza mai scadere nella volgarità e nella faziosità, sapeva comunque esporli al ridicolo. E parliamo della morigerata TV di stato degli anni '60, dove l'ostracismo era sempre in agguato…
PATRIA O MUERTE!!!

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nerorosso
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Re: La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da nerorosso » 16 nov 2019, 18:52

sabinosarno1 ha scritto:
16 nov 2019, 6:40
La satira è un modo molto particolare, delicato e tremendo, di esprimersi; un genere letterario il cui uso è, sarebbe, riservato a menti capaci più del normale, misurate e comunque incisive, sensibili e mai cattive, perché dove fosse cattiveria, non sarebbe più arte ma mezzo di offesa, non propria a realizzare il suo scopo, ma capace di provocare odio e disprezzo, piuttosto che divertire e insegnare.
La satira non può essere limitata, controllata, tanto meno "ammaestrata", godendo del privilegio di dovere essere totalmente libera, fino al rischio di un suo uso strumentale, magari uso di potere, e se, come nel caso di Crozza, si andasse oltre pure la decenza, la sopportabilità, comunque la si dovrebbe sopportare, subire, rimanendo, per reazione, solo la possibilità di rivolgergli epiteti del tipo "cornuto".
A rischio comunque di beccarsi una querela, se sforniti del patentino per l' esercizio di esercitarla, la satira, documento che rilasciano solo gli speciali uffici della Sinistra.
Sabino, non so a quale sketch di Crozza tu ti riferisca, ma se guardi il video postato da Cuneoman ti rendi conto che anche con Renzi non è che ci vada leggero.

Diciamo che lo smerda quanto basta? ;)
PATRIA O MUERTE!!!

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Sayon
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Re: La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da Sayon » 16 nov 2019, 19:34

nerorosso ha scritto:
16 nov 2019, 17:04
Sayon ha scritto:
16 nov 2019, 15:21
sabinosarno1 ha scritto:
16 nov 2019, 6:40
La satira è un modo molto particolare, delicato e tremendo, di esprimersi; un genere letterario il cui uso è, sarebbe, riservato a menti capaci più del normale, misurate e comunque incisive, sensibili e mai cattive, perché dove fosse cattiveria, non sarebbe più arte ma mezzo di offesa, non propria a realizzare il suo scopo, ma capace di provocare odio e disprezzo, piuttosto che divertire e insegnare.
La satira non può essere limitata, controllata, tanto meno "ammaestrata", godendo del privilegio di dovere essere totalmente libera, fino al rischio di un suo uso strumentale, magari uso di potere, e se, come nel caso di Crozza, si andasse oltre pure la decenza, la sopportabilità, comunque la si dovrebbe sopportare, subire, rimanendo, per reazione, solo la possibilità di rivolgergli epiteti del tipo "cornuto".
A rischio comunque di beccarsi una querela, se sforniti del patentino per l' esercizio di esercitarla, la satira, documento che rilasciano solo gli speciali uffici della Sinistra.

La satira e' quella che e': una satira, una presa in giro. Come tale, se entra in politica, riflettera' la mentalita' del satirista. Essendo la nostra politica basata sulla faziosita', il satiro sara' fazioso anche per motivi economici. Trovera' lavoro solo da chi apprezza e premia la sua faziosita'. Se ci fossero canali di destra totalmente faziosi, probabilemte pagherebbero per un satiro fazioso di destra. Auspicabile quindi un satirista NON fazioso? pensateci bene. Se esistesse e praticasse la satira verso entrambe la destra e e la sinistra, finirebbe probablmente disoccupato.
Mica vero!
Leggi ciò che scrivo nel post sopra il tuo. Nel campo dei disegnatori secondo me un grande esempio può essere Forattini. Dichiaratamente anticomunista fustigò comunque TUTTI i politici dell'epoca. Senza fare distinzioni mise alla berlina i difetti di tutto il cosiddetto "arco costituzionale".

E vogliamo parlare in campo televisivo di Alighiero Noschese? Preciso al limite della pignoleria nell'imitazione della complessione fisica del politico di turno, passava mesi a studiarlo prima di farne la rappresentazione satirica. E senza mai scadere nella volgarità e nella faziosità, sapeva comunque esporli al ridicolo. E parliamo della morigerata TV di stato degli anni '60, dove l'ostracismo era sempre in agguato…
Parliamo sempre male del passato. Io invece credo che non era tanto peggio del presente. Anzi io credo che il presente, dopo l' esperienza gdegli ultimi 10 anni, si a DI GRAN LUNGA peggiore di qualsiasi altro periodo. In pratica abbiamo sostituito politici che combinavano poco, con giovani "rivoluzionari" che non combinano nulla. Nel campo dei comici e satiristi, in passato ne avevamo parecchi, anche grandi attori come Sordi, Gassman, Toto. Verdone che sfottevano tutti e tutto. Adesso abbiamo mezze tacche che si sentono Napoleone e satiristi di parte. Bel progresso!

cuneoman
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Re: La satira, quella dell' artista e quella del non artista...

Messaggio da leggere da cuneoman » 16 nov 2019, 20:09

Sayon ha scritto:
16 nov 2019, 19:34
Parliamo sempre male del passato. Io invece credo che non era tanto peggio del presente. Anzi io credo che il presente, dopo l' esperienza gdegli ultimi 10 anni, si a DI GRAN LUNGA peggiore di qualsiasi altro periodo. In pratica abbiamo sostituito politici che combinavano poco, con giovani "rivoluzionari" che non combinano nulla. Nel campo dei comici e satiristi, in passato ne avevamo parecchi, anche grandi attori come Sordi, Gassman, Toto. Verdone che sfottevano tutti e tutto. Adesso abbiamo mezze tacche che si sentono Napoleone e satiristi di parte. Bel progresso!
C'è un serio problema di meritocrazia anche in questo campo. Negli anni '70 avevamo attori bravissimi, riconosciuti anche all'estero. Ora il vuoto totale. Pochi attori che fanno sempre gli stessi film. Qui andiamo nei giudizi personali, ma non ditemi che "Pinocchio" era da premiare o "La grande bellezza"? E ancora adesso che parlavano benissimo di"Il traditore", film che ho visto da poco, mediocre. Anche il film "lo chiamavano Jeeg Robot" doveva uscire finalmente dai generi nostrani, invece l'ennesima c..gata pazzesca.

Per la Satira idem, abbiamo un mondo di raccomandati e vecchi. Basta vedere Ravazzi e Francesco Mandelli ....

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