Giornali sporchi: La Repubblica:

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sabinosarno1
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Giornali sporchi: La Repubblica:

Messaggio da sabinosarno1 » 14 lug 2019, 6:50

La Repubblica ha emesso la sua condanna: Salvini è colpevole! Il verdetto è stato già scritto all' inizio del processo, identificato nell' accusa, sostenuta dai PM del giornale, senza difesa alcuna, nella logica della linea editoriale dello stesso.
Da giorni, ogni giorno, gli attacchi alla Lega si susseguono, con cattiveria crescente, a volte persino ignobili, evidente la volontà a spacciare, per fatti veri, ipotesi di colpevolezza.
Fa così da sempre la La Repubblica, per questo, da sempre, è un giornale sporco. Sporco perché falso, sporco perché servo di interessi nascosti, sporco perché si trucca da anche Maestro di etica politica, sociale; sporco perché organizza odio, verso chi e verso cosa non adeguato al suo volere.
La democrazia consente a giornali del genere, miserabile, di comunque esistere; una buona democrazia li eliminerebbe.

Vento
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Re: Giornali sporchi: La Repubblica:

Messaggio da Vento » 14 lug 2019, 9:19

sabinosarno1 ha scritto:
14 lug 2019, 6:50
La Repubblica ha emesso la sua condanna: Salvini è colpevole! Il verdetto è stato già scritto all' inizio del processo, identificato nell' accusa, sostenuta dai PM del giornale, senza difesa alcuna, nella logica della linea editoriale dello stesso.
Da giorni, ogni giorno, gli attacchi alla Lega si susseguono, con cattiveria crescente, a volte persino ignobili, evidente la volontà a spacciare, per fatti veri, ipotesi di colpevolezza.
Fa così da sempre la La Repubblica, per questo, da sempre, è un giornale sporco. Sporco perché falso, sporco perché servo di interessi nascosti, sporco perché si trucca da anche Maestro di etica politica, sociale; sporco perché organizza odio, verso chi e verso cosa non adeguato al suo volere.
La democrazia consente a giornali del genere, miserabile, di comunque esistere; una buona democrazia li eliminerebbe.
Proprio così!

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Alfa
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Re: Giornali sporchi: La Repubblica:

Messaggio da Alfa » 14 lug 2019, 9:29

I giornali sono sinonimo di democrazia, sono certi "giornalai" che dovrebbero essere cancellati dall'albo dei giornalisti.
Essendo loro "l'informazione", alla pari di un politico condannato che "dicono", dovrebbe cessare l'attività, un giornalista condannato per diffamazione dovrebbe essere cancellato dall'albo della stampa.
Per loro il reato di diffamazione dovrebbe essere considerato il reato più grave, invece, prendendo per esempio Travaglio, super pluri-condannato per questo reato, anzi, anche per DIFFAMAZIONE AGGRAVATA con 8 mesi di reclusione poi caduta in prescrizione, è ancora al suo posto di scribacchino.
Sulle prescrizioni di Berlusconi ci marciavano questi pezzenti, ma sulle loro ........Fanno schifo!

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Qualche condanna del "giornalista" Marco Travaglio
Tifa 5stelle, onestà, onestà, onestà......lui però non la conosce.


• Nel giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001. Nel libro, a pagina 537, così si descrive «Fallica Giuseppe detto Pippo, neo deputato Forza Italia in Sicilia»: «Commerciante palermitano, braccio destro di Gianfranco Miccicché... condannato dal Tribunale di Milano a 15 mesi per false fatture di Publitalia. E subito promosso deputato nel collegio di Palermo Settecannoli». Dettaglio: non era vero. Era un caso di omonimia tuttavia spalmatosi a velocità siderale su L’Espresso, su il Venerdì di Repubblica e su La Rinascita della Sinistra: col risultato che il 4 giugno 2004 sono stati condannati tutti a un totale di 85mila euro più 31mila euro di spese processuali; 50mila euro in solido tra Travaglio, Gomez e la Editori Riuniti, gli altri sparpagliati nel gruppo Editoriale L’Espresso. Nel 2009, dopo il ricorso in appello, la pena è stata ridotta a 15.000 euro.

• Nell’aprile 2005 eccoti un’altra condanna di Travaglio per causa civile di Fedele Confalonieri contro lui e Furio Colombo, allora direttore dell’Unità. Marco aveva scritto di un coinvolgimento di Confalonieri in indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era inquisito per niente: 12mila euro più 4mila di spese processuali. La condanna non va confusa con quella che il 20 febbraio 2008, per querela stavolta penale di Fedele Confalonieri, il Tribunale di Torino ha riservato a Travaglio per l’articolo Mediaset «Piazzale Loreto? Magari» pubblicato sull’Unità del 16 luglio 2006: 26mila euro da pagare; né va confuso con la citata condanna a pagare 79 milioni a Cesare Previti (articolo sull’Indipendente) e neppure va confuso con la condanna riservata a Travaglio dal Tribunale di Roma (L’Espresso del 3 ottobre 2002) a otto mesi e 100 euro di multa per il reato di diffamazione aggravata ai danni sempre di Previti, reato caduto in prescrizione.

• Nel giugno 2008 è stato condannato civilmente dal Tribunale di Roma al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver descritto la giornalista del Tg1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».

• Nell’aprile 2009 è stato condannato dal Tribunale penale di Roma (articolo pubblicato su L’Unità dell’11 maggio 2007) per il reato di diffamazione ai danni dell’allora direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce. Il processo è pendente in Cassazione.

• Nell’ottobre ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde, che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro «Il manuale del perfetto inquisito», affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata».

• Nel giugno 2010 è stato condannato civilmente dal Tribunale di Torino (VII sezione civile) a risarcire 16.000 euro al Presidente del Senato Renato Schifani, avendo evocato la metafora del lombrico e della muffa a «Che tempo che fa» il 10 maggio 2008.

• Nell’ottobre 2010 è stato condannato civilmente per diffamazione dal Tribunale di Marsala: ha dovuto pagare 15mila euro perché aveva dato del «figlioccio» di un boss all’assessore regionale siciliano David Costa, arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto in forma definitiva.

• Ora la condanna più significativa. Si comincia in primo grado nell’ottobre 2008: il presunto collega beccò otto mesi di prigione (pena sospesa) e 100 euro di multa in quanto diffamò Previti. L’articolo, del 2002 su l’Espresso, era sottotitolato così: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia. Un uomo d’onore parla a un colonnello dei rapporti di Cosa nostra e politica. E viene ucciso prima di pentirsi». Lo sviluppo era un classico copia & incolla, dove un pentito mafioso spiegava che Forza Italia fu regista di varie stragi. Chi aveva raccolto le confidenze di questo pentito era il colonnello dei carabinieri Michele Riccio, che nel 2001 venne convocato nello studio del suo avvocato Carlo Taormina assieme a Marcello Dell’Utri. In quello studio, secondo Riccio, si predisposero cose losche, tipo salvare Dell’Utri, e Travaglio nel suo articolo citava appunto un verbale reso da Riccio. E lo faceva così: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti». E così praticamente finiva l’articolo. L’ombra di Previti si allungava perciò su vari traffici giudiziari, ma soprattutto veniva associato a un grave reato: il tentativo di subornare un teste come Riccio. Il dettaglio è che Travaglio aveva completamente omesso il seguito del verbale del colonnello. Eccolo per intero: «In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri». Il giudice condannò Travaglio ai citati otto mesi: «Le modalità di confezionamento dell’articolo risultano sintomatiche della sussistenza, in capo all’autore, di una precisa consapevolezza dell’attitudine offensiva della condotta e della sua concreta idoneità lesiva della reputazione». In lingua corrente: Travaglio l’aveva fatto apposta, aveva diffamato sapendo di diffamare. La sentenza d’Appello è dell’8 gennaio 2010 e confermava la condanna, ma gli furono concesse attenuanti generiche e una riduzione della pena. La motivazione, per essere depositata, non impiegò i consueti sessanta giorni: impiegò un anno, dall’8 gennaio 2010 al 4 gennaio 2011. Così il reato è caduto in prescrizione. «La sentenza impugnata deve essere confermata nel merito... (vi è) prova del dolo da parte del Travaglio». Il quale, ad Annozero, ha bofonchiato di un ricorso in Cassazione: attendiamo notizie.
Allegati
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Mauro
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Re: Giornali sporchi: La Repubblica:

Messaggio da Mauro » 14 lug 2019, 22:11

sabinosarno1 ha scritto:
14 lug 2019, 6:50
La Repubblica ha emesso la sua condanna: Salvini è colpevole! Il verdetto è stato già scritto all' inizio del processo, identificato nell' accusa, sostenuta dai PM del giornale, senza difesa alcuna, nella logica della linea editoriale dello stesso.
Da giorni, ogni giorno, gli attacchi alla Lega si susseguono, con cattiveria crescente, a volte persino ignobili, evidente la volontà a spacciare, per fatti veri, ipotesi di colpevolezza.
Fa così da sempre la La Repubblica, per questo, da sempre, è un giornale sporco. Sporco perché falso, sporco perché servo di interessi nascosti, sporco perché si trucca da anche Maestro di etica politica, sociale; sporco perché organizza odio, verso chi e verso cosa non adeguato al suo volere.
La democrazia consente a giornali del genere, miserabile, di comunque esistere; una buona democrazia li eliminerebbe.
Pure te parli male e sparli di Salvini e lo chiami Coglione perché non molla Luigi. Io dico che hanno fatto più loro due in un anno che altri in venti anni.
Quando Luigi dice mai con Berlusconi ha ragione perché Berlusconi ha fatto solo danni e ha rovinato l'Italia.
Mai con Berlusconi. Parola dei 5stelle.

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