Ravenna, Solo rabbia ed indignazione. Nell'ultimo Consiglio Comunale, in risposta ad una nostra interrogazione, abbiamo potuto ascoltare, con sei mesi di ritardo, le motivazioni poste dalla maggioranza a giustificazione della propria inerzia sul tema del referendum.
Speravamo che il tempo avesse portato consiglio, e invece abbiamo sentito parlare di impossibilità di applicazione dell'esito referendario in relazione ad un millantato vuoto legislativo e di un'impossibilità, per le Autorità d'ambito, di mettere mano alle tariffe ed applicare la volontà popolare per non creare disomogeneità a livello tariffario tra le diverse province.
Nessuno si muove affinché nessuno si muova.
Ci sembrano solo argomentazioni pretestuose e dobbiamo purtroppo nuovamente ricordare che la Corte Costituzionale, con la sentenza 26 del 2011, nel dichiarare l'ammissibilità del quesito referendario, ne sanciva esplicitamente l'immediata applicabilità.
Inoltre, il decreto del Presidente della Repubblica n. 116 del 18 luglio, che sancisce l'esito del referendum, termina con queste parole: " E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.".
Difficile pensare di non essere di fronte ad un vergognoso gioco a scaricabarile tra Regione, Autorità d'ambito e Giunte comunali in attesa che muti il vento e qualcuno li tolga dalla scomoda, per loro, posizione di dover fare rispettare la volontà dei cittadini.
Purtroppo questo scenario sembra concretizzarsi con il decreto sulle liberalizzazioni che sarà presentato questo giovedì.
Il governo Monti, secondo indiscrezioni, sarebbe intenzionato ad inserirvi norme atte ad affossare l'esito referendario.
Ci sembra che la battaglia per l'acqua come bene comune da sottrarre a logiche privatistiche realizzate in ambiti di sostanziale monopolio, stia diventando una battaglia anche per la democrazia.
Crediamo non sia possibile accettare che, con la motivazione della necessità e dell'urgenza, si vadano a ledere i principi democratici ed il rispetto per l'istituto del referendum.
Mercoledì 18 gennaio alle 17:30 il comitato Acqua Bene Comune di Ravenna ha organizzato un sit-in di protesta di fronte alla prefettura in Piazza del Popolo e lancerà a breve la campagna denominata "Obbedienza civile" che prevede l'autoriduzione delle bollette: il Movimento 5 stelle ci sarà e invita tutti i cittadini ad aderire a queste e a tutte le iniziative che si pongano in difesa del referendum e della volontà democraticamente e civilmente espressa dai cittadini.
Mai come ora lo slogan referendario "Si scrive acqua, si legge democrazia" ci sembra calzante.
Pietro Vandini - Movimento 5 Stelle - Ravenna, 17 gennaio 2012
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