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Gianfranco Fini ha deciso di tagliarsi lo stipendio. Il presidente della Camera ha voluto dare il buon esempio, seguendo in prima persona la sua proposta di applicare un taglio alle indennità parlamentari, partendo dai vertici della Camera. A essere ridimensionata sarà quella somma in più che alcuni deputati ricevono in virtù del particolare incarico svolto. La misura è ancora allo studio ma l'intenzione è quella di un taglio del 10-15% dell'indennità (qualcuno parla di una cifra tonda da sottrarre a tutti di mille euro). La proposta dovrà essere approvata durante la riunione dell'Ufficio di presidenza del 30 gennaio.

Le figure interessate saranno quella del presidente della Camera, dei vice presidenti, dei questori e di tutti i membri dell'Ufficio di presidenza (ossia tutti i segretari d'aula), per poi passare ai presidenti di commissione e i loro vice.

La richiesta è partita ancora una volta da Fini, il quale già da tempo sta agendo per ridurre i costi di Montecitorio. In campo c'è anche una proposta in merito alle pensioni degli ex parlamentari. «Sarà possibile – ha dichiarato il presidente di Fli - percepire la pensione non prima dei 60 anni di età, per chi abbia esercitato il mandato per più di una intera legislatura, e non prima dei 65 anni di età, per chi abbia versato i contributi per una sola intera legislatura». Altro taglio richiesto, quello della diaria parlamentare. Per la prima volte viene proposto di introdurre  la penalizzazione in caso di assenza dei parlamentari alle sedute delle Commissioni e Giunte. Nel dettaglio: agli onorevoli assenti in Commissione o Giunta, nelle sedute in cui si svolgono votazioni, sarà trattenuto un trentesimo della diaria per ogni giornata.


 

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