La relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza di genere in missione a Roma per esaminare l'inquietante "caso Italia". La questione della violenza domestica e le raccomandazioni al governo

Le donne italiane fanno sentire la loro voce: a Roma, Milano, Bologna, Napoli, Catania. Non ce la fanno più a vedersi rappresentate come pin-up col culo per aria, a lavorare di più e guadagnare meno, a sottostare alle prepotenze maschili in casa e fuori casa, a essere considerate delle bambole di carne senza cervello; e hanno dichiarato guerra a chi le discrimina, le violenta, le uccide.

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ALTRI - ALTRI News

“Sulla cittadinanza facile agli immigrati Fini è fuori dal mondo. Le priorità del Paese e della gente sono ben altre: il lavoro, il problema del finanziamento alle piccole e medie imprese, le pensioni, le difficoltà che sta attraversando il settore dell’autotrasporto, delle professioni, le tasse sempre più alte. Con tutti i problemi che ci sono è veramente assurdo che si pensi in questo momento a cambiare la legge per acquisire la cittadinanza”.

Lo afferma il vicepresidente vicario dei deputati della Lega Nord, Alessandro Montagnoli in merito alle dichiarazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini che oggi ha rilanciato sulla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia.

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LEGA NORD - LEGA NORD News

In una intervista a Repubblica ribadisce l'importanza dello "Ius Soli".
La Lega: faremo le barricate. Il Pdl: aumenterebbe solo i contrasti

«Essere italiani vuol dire amare la propria Patria anche se non è la terra dei padri. Mi auguro che in questa legislatura il Parlamento intervenga sulla legge che regola la cittadinanza. Ma non è una questione da tutti condivisa».

Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini parlando a Repubblica Tv. Fini ha, poi, definito «una priorità» la concessione della cittadinanza di figli degli immigrati nati in Italia.

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TERZO POLO - TERZO POLO News

Ci risiamo. Abbiamo cambiato premier, abbiamo un nuovo governo tecnico, ministri con una lista impressionante di titoli accademici e di lauree “honoris causa”, ma la musica resta la stessa. L’università non funziona a dovere? Aboliamo il valore legale del titolo di studio, una risposta che appare in perfetta continuità con la ferrea logica dell’era berlusconiana: se i processi durano troppo, accorciamo la prescrizione.

Se non fosse la tragica rappresentazione di un’epoca in cui la politica ha abdicato al suo ruolo, come plasticamente ci mostra la cronaca giornaliera e l’esistenza stessa del governo Monti, sarebbe un ottimo canavaccio per uno spettacolo di cabaret.

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SEL - SEL News

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